La ricerca dell’anormalità

Che cos’è la normalità? È un concetto che ha valenza persino nella matematica, ma, se cerchiamo il termine sul vocabolario, troviamo che è quello che accade come consuetudine.

Per spiegarlo meglio, facciamo un esempio.

Chi si è recato nel bosco Difesa in uno dei primi giorni di agosto 2019, si è trovato di fronte ad una scena di questo tipo:

Orto della Menta, agosto 2019

Eccolo lì, l’immancabile cumulo di immondizia: saranno stati i soliti incivili, gente inadeguata ad un contesto naturale e bla bla bla. Vi farei notare, però, quel cartello del CAI a terra. Ci sono indicati sentieri e località del bosco, perché non è in piedi? Ci troviamo nel Parco Nazionale del Gargano, che dovrebbe essere un luogo di custodia e promozione territoriale. E quel cartello è il nostro bigliettino da visita.

Guardando la base dell’asta da vicino, si capisce che il cartello non è stato buttato giù a forza da qualcuno, ma che semplicemente gli agenti atmosferici hanno fatto il loro corso ed ora ci troviamo in questa situazione. Insomma, sembrano cose che possono capitare ovunque, se non fosse che anche chi si è recato nel bosco Difesa a fine dicembre, si è trovato di fronte alla stessa scena:

Orto della Menta, dicembre 2019

È chiaro? Per almeno cinque mesi quel cartello è stato a terra. Sono queste cose che mandano in bestia chi a questo bosco un po’ ci tiene davvero. Ribadisco: siamo nel Parco del Gargano, il patrimonio sentieristico dovrebbe godere di una cura particolare!

Ne volte ancora? Bene. Basta andare più avanti, sullo svincolo che dalla SP22 porta alle Grotte di Montenero. All’ingresso del sentiero c’è una bacheca del Parco che versa in condizioni ben più critiche:

Bacheca sul sentiero per le Grotte di Montenero

Il pannello verticale è spaccato, quindi illegibile, e c’è un bel buco sulla mappa, proprio sul punto di interesse. Una situazione di degrado che va ben oltre i cinque mesi del caso precedente. Parliamo di anni, anni e anni.

Ora, quanto è importante curare la cartellonistica, la sentieristica e tutti i dettagli del bosco? Facciamo un gioco. Chiudete gli occhi. Immaginate di trovarvi nella vecchia e deserta Černobyl, in uno di quei palazzi fatiscenti, con il pavimento appiccicoso e inorridito dal tempo. State mangiando un bombolone alla crema, ma questo vi cade in terra e sporca il pavimento: che fate? Probabilmente pensereste di trovarvi in un luogo abbandonato e lurido di per sé: a che serve pulire? Ora immaginate, invece, di trovarvi a casa di un amico, la casa è pulita, i quadri danno un tono all’ambiente e state mangiando un bombolone alla crema, che anche sta volta cade in terra e sporca il pavimento. Forse in questo caso prendereste un tovagliolo e cerchereste di pulire, sententovi pure in colpa. Capite dove voglio arrivare? Un luogo ben tenuto stimola a preservarne lo stato, mentre un luogo che appare abbandonato e degradato non chiede rispetto.

EDIT: ho scoperto per caso che esiste la teoria delle finestre rotte, che forse può convincervi di più.

Quelli sopra riportati sono solo un paio di esempi, ma arrivati a questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti che quello dell’inciviltà non è l’unico problema da risolvere. C’è un problema molto più profondo, che riguarda la gestione del bosco. È grave che oggi, nel 2020, non esista una strategia di valorizzazione o di semplice manutenzione di uno squarcio di natura che dovrebbe essere sotto la tutela di un Parco Nazionale. Vige invece un’incuria generale a cui purtroppo siamo abituati.

Il proposito di questo articolo era solo di spiegare cos’è la normalità. Ecco, oggi “normale” è che il bosco non venga visto come una risorsa, che venga trascurato, che ognuno possa usarlo come una discarica e che non si faccia niente per cercare concretamente di cambiare le cose. Perciò quello dovremmo fare, probabilmente, è ricercare l’anormalità.